Dopo vent’anni, la Targa d’Argento torna in Romania. Al Paladolomiti di Pinzolo la cerimonia di premiazione di Mircea Opris, fondatore dell’Associazione Nazionale di Soccorso Alpino della Romania. Un riconoscimento speciale alla memoria di Gino Comelli (Soccorso Alpino Alta Val di Fassa) e Othmar Prinoth (Soccorso Alpino Val Gardena), scomparsi lo scorso anno.
È Mircea Opris, originario di Brașov (Romania), il vincitore della 54ª Targa d’Argento – Premio Internazionale di Solidarietà Alpina di Pinzolo. “Persona tanto modesta quanto capace di grandi cose, generosa e intraprendente” – si legge nella motivazione del premio – Opris è tra i fondatori dell’Associazione Nazionale di Soccorso Alpino della Romania, insieme ad Avel Ritisan, già insignito della Targa d’Argento nel 2005. Promotore instancabile della formazione dei volontari, ha dato vita a un Centro di addestramento per il soccorso alpino, contribuendo in modo decisivo alla crescita del settore nel suo Paese.
La cerimonia si è svolta al Paladolomiti di Pinzolo, luogo simbolico che ogni anno ospita la consegna del riconoscimento ideato da Angiolino Binelli per celebrare l’altruismo di chi, in montagna, rischia la propria vita per salvare quella degli altri, senza chiedere nulla in cambio.
Un premio che, come ha sottolineato il presidente Giuseppe Ciaghi, si carica ogni anno di significati sempre più profondi:
“In un’epoca in cui il valore della vita umana sembra spesso venire meno, noi siamo qui per costruire ponti, partendo dal principio della solidarietà e superando ogni barriera.”
Nel corso della cerimonia, il Comitato Organizzatore del Premio – accogliendo la proposta del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) – ha voluto rendere omaggio anche a due grandi figure del soccorso alpino italiano, Gino Comelli e Othmar Prinoth, pionieri scomparsi nel 2024. Entrambi furono tra i fondatori dell’Aiut Alpin Dolomites, uno dei primi sistemi di elisoccorso strutturati in Italia.
Comelli, primo istruttore nazionale del Servizio Provinciale Trentino del CNSAS, aveva già ricevuto nel 2010 la Targa d’Argento assegnata alla Stazione di Soccorso Alpino Alta Val di Fassa, della quale era responsabile. Prinoth, per decenni soccorritore e formatore presso la Stazione di Soccorso Alpino Val Gardena, è stato uno degli istruttori più longevi e rispettati dell’Alto Adige.
“Due maestri, due pionieri, due uomini che hanno fatto della competenza, dell’impegno e della visione la base su cui si è formata un’intera generazione di soccorritori,”
ha dichiarato Maurizio Dellantonio, presidente del CNSAS, ricordandoli con commozione.
Nel suo intervento, il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini ha voluto sottolineare l’importanza di valorizzare il lavoro dei soccorritori, soprattutto in un’estate particolarmente intensa per le operazioni in montagna:
“È nostro dovere ricordare e ringraziare gli uomini e le donne del soccorso alpino. Il Premio non solo celebra il loro coraggio e la loro dedizione, ma promuove una cultura della montagna basata sulla sicurezza, il rispetto e la responsabilità.”
A testimoniare la vicinanza delle istituzioni locali, erano presenti anche Roberto Failoni, assessore provinciale all’Artigianato, Commercio, Turismo, Foreste, Caccia e Pesca, e Tullio Serafini, presidente dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio.
IL PREMIATO
Una vita dedicata all’alpinismo e al soccorso alpino è la motivazione con cui il Comitato del Premio Internazionale di Solidarietà Alpina di Pinzolo ha deciso di assegnare la 54^ Targa d’Argento a Mircea Opris, rumeno di Brasov, persona tanto modesta quanto capace di grandi cose, generosa e intraprendente.
Delle numerose candidature ricevute, la scelta è ricaduta all’unanimità su quella presentata dal Salvamont Romania.
L’ambiente in cui vive e una grande passione per la montagna lo portano giovanissimo a praticare l’alpinismo, dove mette in luce doti fuori dal comune, traccia numerose vie nuove sui Carpazi, compie ardite ascensioni invernali, viene chiamato alla Scuola nazionale come istruttore e partecipa nel 1972 a una prestigiosa spedizione alla vetta del Pik Kommunizma (7495 m) in Pamir. Proprio in quell’anno la Federazione Romena di Alpinismo e Turismo gli conferisce il titolo di Maestro dello Sport. Nel 1992 è tra i fondatori dell’Associazione Nazionale di Soccorso Alpino insieme con Avel Ritisan, che ricevette la Targa d’Argento a Pinzolo nel 2005. Ne viene eletto presidente e ricoprirà tale incarico fino al 2016.
Promuove un’intensa attività di formazione dei volontari e, grazie al loro impegno e alla loro disponibilità, costruisce basi di soccorso e rifugi alpini realizzati in zone che richiedevano un’assistenza costante. Nel 2005, dopo tre anni di lavoro, realizza un Centro di Formazione del soccorso alpino nel massiccio dei Bucegi con un’area attrezzata per le operazioni di salvataggio dagli impianti a fune. Mette a disposizione le sue esperienze nel volume Il libro del soccorritore alpino, prezioso manuale per quanti operano nel settore.
UN RICONOSCIMENTO ALLA MEMORIA DI GINO COMELLI E OTHMAR PRINOTH
Accogliendo con piacere, per non dire con entusiasmo, la proposta di Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, il Comitato del Premio Internazionale di Solidarietà Alpina di Pinzolo ha deciso di rendere onore a Gino Comelli e Othmar Prinoth, straordinarie figure di soccorritori scomparsi lo scorso anno. Durante la cerimonia di consegna della 54ma Targa d’Argento al rumeno Mircea Opris il prossimo 20 settembre a Pinzolo verrà omaggiato ai loro famigliari un significativo ricordo realizzato dall’artista Mastro7.
“Lo sento come un privilegio, un onore per me ogni volta che vengo chiamato ad aiutare chi si trova in pericolo…”. Parole che colpirono a Pinzolo. Pronunciate da Gino nel 2010, quando ricevette dalle mani di Angiolino Binelli la Targa d’Argento assegnata alla Stazione di Soccorso Alpino dell’Alta Val di Fassa di cui era il responsabile, danno l’idea delle qualità dell’uomo, del suo modo di essere, di agire e di pensare, quello di un uomo generoso, tanto capace quanto umile e modesto, una bella persona, che ha lasciato un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo, esempio di quello spirito di solidarietà che anima tutti i volontari del CNSAS.
Othmar Prinoth fu cuore e motore della Stazione di Soccorso Alpino Val Gardena Alto Adige.
Guide alpine e istruttori del Soccorso alpino Gino Comelli e Othmar Prinoth, classe ’54 e ’55, sono state colonne portanti della formazione agli interni del CNSAS e padri fondator di uno dei primi sistemi di elisoccorso organizzato in Italia, l’Aiut Alpin Dolomites.
Comelli fu il primo istruttore nazionale del Servizio provinciale trentino del CNSAS, Prinoth uno degli istruttori più longevi dell’Alto Adige. Diversi nei percorsi, uniti dalla stessa visione: la passione per la montagna, l’amore per le loro vette e la missione di soccorrere chi le viveva con lo stesso spirito.
Per oltre trent’anni hanno volato come verricellisti dell’Aiut Alpin, testimoni e protagonisti della nascita di un sistema che ha anticipato, per metodo e visione, i moderni Servizi regionali di elisoccorso, un modello di intervento tecnico sanitario in ambiente impervio che oggi salva vite ogni giorno.
Purtroppo il destino li ha accomunati anche nel congedo dalla vita. Sono scomparsi a poca distanza l’uno dall’altro, colpiti da un male silenzioso proprio nel momento in cui stavano assaporando la loro seconda primavera; la pensione, il tempo ritrovato, gli orizzonti liberi da turni e scadenze.
Due maestri, due pionieri, due uomini che hanno fatto della competenza, dell’impegno e della visione la base su cui si è costruita un’intera generazione di soccorritori.
Gino e Othmar non hanno solo formato tecnici, hanno trasmesso un’idea di soccorso fondata sul rigore, sul coraggio e soprattutto sull’importanza di essere umani ancora prima che tecnici: un’eredità viva che oggi continua a volare con ogni elicottero che si alza in quota.




























